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Il cliente ideale non è quello che compra di più: come riconoscere chi ti fa davvero guadagnare

In molte piccole aziende, il cliente che compra tanto viene considerato automaticamente “il migliore”.
Più fatturato = più valore. O almeno così sembra.

Il problema è che il volume non dice se stai guadagnando.
Un cliente può ordinare molto e allo stesso tempo:

  • assorbire tempo

  • ridurre il margine

  • creare tensione di cassa

  • rallentare l’organizzazione

Il cliente ideale non è quello che ti fa lavorare di più.
È quello che rende sostenibile il tuo lavoro.


Il criterio giusto: non quanto fattura, ma quanto rende

Un cliente genera valore quando:

  • ha un margine sano

  • richiede un tempo proporzionato

  • paga in modo affidabile

  • non crea complessità inutile

Per capirlo serve cambiare punto di vista:
non guardare il fatturato, ma il guadagno in relazione al tempo e alle risorse spese.

Vediamolo con un esempio reale.


Caso pratico: il centro stampa di Paolo

Paolo gestisce un piccolo centro stampa.
Ha un cliente aziendale che ogni mese ordina volantini, cataloghi ed espositori.

A prima vista è il cliente perfetto:

  • fattura circa 6.000 € al mese

  • ordini ricorrenti

  • rapporto consolidato

Ma Paolo decide di guardare meglio cosa succede dietro a quel fatturato.

I dati reali

  • Costi materiali e stampa: 4.200 €

  • Tempo operativo: 40 ore/mese

  • Modifiche e rifacimenti: 6 ore/mese

  • Gestione cliente (email, riunioni, revisioni): 8 ore/mese

  • Pagamento: a 60 giorni

Analisi

  • Margine lordo: 6.000 – 4.200 = 1.800 €

  • Ore totali dedicate: 54

  • Guadagno orario: 1.800 / 54 = 33,33 €/ora

Paolo confronta questi numeri con un altro cliente, più piccolo.

Secondo cliente

  • Fatturato: 2.000 €

  • Costi: 1.200 €

  • Tempo totale: 12 ore

  • Guadagno orario: (2.000 – 1.200) / 12 = 66,66 €/ora

  • Pagamento: a 30 giorni

👉 Il cliente che fattura meno rende il doppio all’ora, paga prima e crea meno stress operativo.


I clienti che sembrano buoni… ma non lo sono

Nelle PMI questi profili sono molto comuni.

Il cliente che paga in ritardo

Ordina tanto, ma paga a 60–90 giorni.
Risultato: tensione di cassa, anticipo di liquidità, a volte nuovi finanziamenti.

Il cliente che cambia idea

Revisioni continue, rifacimenti non pagati, urgenze.
Il tempo cresce, il margine si riduce.

Il cliente “tutto incluso”

Vuole supporto, consulenza, modifiche extra… ma paga solo il prodotto.
Sta consumando risorse che potresti dedicare a clienti più sani.

Il cliente che approfitta

Richieste fuori accordo, favori, materiali extra.
Se non controlli, stai perdendo soldi senza accorgertene.


Come valutare davvero la redditività dei clienti

Non servono software complessi.
Basta guardare poche variabili insieme:

Cliente Fatturato Margine Tempo speso Pagamenti Redditività
Cliente A 6.000 € 30% Alto In ritardo Media
Cliente B 2.000 € 40% Basso Puntuale Alta

Il cliente B è più piccolo, ma fa crescere l’azienda.
Il cliente A la fa lavorare.

Questa analisi andrebbe fatta su tutti i clienti principali, perché basta avere alcuni clienti a bassa redditività per abbassare il margine complessivo dell’azienda.


Cosa puoi fare subito

  1. Elenca i clienti principali

  2. Per ognuno valuta:

    • fatturato

    • margine

    • tempo speso

    • affidabilità nei pagamenti

  3. Classificali: alta / media / bassa redditività

  4. Rivedi condizioni, prezzi o servizi inclusi

  5. Proteggi i clienti che rendono davvero sostenibile il tuo lavoro

Non è una scelta “commerciale”.
È una scelta di gestione.


In sintesi

Il cliente ideale:

  • non è quello che compra di più

  • è quello che ti fa guadagnare bene

  • ti paga in modo affidabile

  • non ti costringe a rincorrere continuamente

Capire questo cambia il modo in cui prendi decisioni su prezzi, tempo e crescita.

Il passo successivo

Se vuoi, nella diagnosi di chiarezza aziendale analizziamo:
la redditività reale dei tuoi clienti,
dove si disperde margine e tempo,
quali clienti sostenere e quali rivedere,
Non per fare teoria, ma per decidere meglio.

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